 Barcellona, 5-6 settembre 2009
Partenza per Barcellona il sabato, obiettivo il torneo di Omaha PL, side event dell’EPT, torneo in modalità freezeout, 1000+100 il buy in. Siamo io e il mio compagno di (s)ventura, soprannominato Il Barone.
Ci attende una Barcellona nuvolosa e ventosa, niente caldo torrido, niente afa. Ci sistemiamo al Grand Hotel Marina, hotel moderno, ai piedi delle Ramblas. Posiamo i bagagli e via a piedi per le Ramblas, e’ già quasi ora di pranzo.
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Personaggi pittoreschi attirano l’attenzione dei passanti sulle Ramblas
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I nuovi ragazzi del poker, quelli dell’era internettiana, sapranno
anche se tribettare o fourbettare o pushare e l’importo esatto dei
raise in determinate situazioni, ma provate a chiedere loro dove si
mangia bene: vi guarderanno come se foste marziani! Il mangiare non
serve, viva il poker totalizzante (per loro!): al massimo vi
indicheranno un McDonald’s.
Io invece prima di partire avevo chiesto ad un giocatore dell’era
pre-internettiana da quale ristorante di Barcellona facesse arrivare il
prosciutto Patanegra e il maialino da latte che talvolta ci ha fatto
degustare nelle serate a casa sua: informarsi prima e’ sempre meglio!
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Alle 12,45 telefono a questo ristorante Asador de Aranda, chiedo se
possiamo andare a pranzo e mi fanno un po’ di difficoltà, alla fine mi
dicono di si. I ristoranti invero con questo nome a Barcellona sono
tre, ma quello scelto da noi è poco distante da Plaza Catalunya per cui
decidiamo di risalire le affollate Ramblas e andare a piedi. Arriviamo
e il ristorante è completamente vuoto: due sale e siamo solo noi! E
meno male che mi facevano problemi per prendermi la prenotazione!
L’arcano verrà svelato col tempo: a Barcellona le 13 è un’ora troppo
anticipata per andare a pranzo! Alle 14 il locale era tutto pieno e non
c’era più neanche un tavolo libero!
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Ristorante di sola carne, antipastini a base di prosciutto, salame,
pezzi di salsiccia cotti fatti in vari modi. Sangria che scorre a
fiumi, e poi il pezzo forte: il maialino da latte che viene servito a
tavola in un telamone nero. Semplicemente eccellente. Intanto la
sangria scorre e io che sono astemio ne bevo 6 bicchieri, il mio
compagno di (s)ventura 4 o 5. Al ritorno abbiamo qualche problema nel
camminare dritti…………………ma arrivati sul letto della camera d’albergo,
piomberò in un sonno profondissimo di oltere tre ore per poi
risvegliarmi fresco e rilassato e pronto per recarmi al casinò
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Plaza
Catalunya, e sullo sfondo El Corte Ingles, un maxi centro commerciale
di sette piani dove potete trovare di tutto. Ricordo che nel 1982, mia
prima volta a Barcellona era veramente un’attrazione in sé (allora i
centri commerciali non erano così diffusi, da noi c’erano solo Standa e
Upim)
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Alle 20 il taxi, che pagheremo ben 8 euro, ci lascia all’ingresso del
Casinò. Abbiamo deciso che per il momento, viste le abbondanti
libagioni del pranzo, di cena non se ne parla. Fuori dal casinò c’e’
Scotty Nguyen, con la sua immancabile birra. Entriamo subito e giù al
piano inferiore è in corso il torneo EPT. I fotografi e i blogger sono
attorno a tre poli d’attrazione: il tavolo di Daniel Negreanu, quello
di Scotty Nguyen (bevevo la birra fuori, ma era ancora in gara) e
quello di Elky ovverosia Bertrand Grospellier, questa volta in versione
capelli rosso cupo.
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Trovo Lorenzo L., vecchio marpione e grande giocatore di Omaha,
anch’egli dell’era pre-internet. E’ arrivato il giorno prima e ha già
tastato il cash. Mi faccio raccontare un po’ di impressioni, così per
capire che aria tira. Se fosse vero anche solo la metà di quel che mi
racconta capisco che la maggior parte dei giocatori di Omaha giocano di
gambling puro. Ok, dovrò aggiustare le mie strategie ed adeguarmi, ma
la cosa potrebbe essere molto profittevole.
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Vado a iscrivermi, ma con mio disappunto c’è una lista d’attesa enorme,
almeno 30 persone prima di me che attendono di giocare. Ci vorrà un’ora
o due. Mi segno nella lista d’attesa del 10/20 e vado a curiosare per
il casinò. Il mio compagno di (s)ventura invece va a rilassarsi alle
slot. Trovo un tavolo di punto e banco: puntata minima 10 euro, massima
500. Mi siedo e inizio a giocare………………….
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Mal me ne incolse, dopo un primo sabot giocato a 60/120 euro e chiuso
in passivo (-530 euro), decido di giocare ad un livello doppio, 120/240
e trovo un sabot da 16 colpi vincenti e 37 perdenti, una vera rarità.
Chiudo in totale con un passivo di 3,4K. Prima debacle. E mi fermo.
Prendo una decisione saggia: niente poker, non ho più lo spirito giusto
e rischierei di giocare per recuperare e magari “forzare” oltre misura.
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Vado a recuperare il mio amico, anche lui “sotto” visto che ha trovato
una slot particolarmente vorace. Sono le 23 e decidiamo per una cena lì
al Porto Olimpico. Al mio ristorate preferito, El Congrejo Loco, una
serie di antipastini a base di pesce, di nuovo sangria anche se non a
litri come al mattino, viene con noi a tenerci compagnia anche Lorenzo
L. che nel frattempo aveva preso due bad beat consecutive nelle prime
due mani in cui si era seduto al tavolo: due volte tris nuts al flop,
all in, chiamato e l’avversario una volta gli chiude scala ad incastro
e un’altra colore! Cena condite da chiacchiere sul poker e programmi e
progetti e poi, per concludere la serata, giro di birra in localacci di
infimo ordine fino alle tre del
mattino.......................continua.............................
tonyg
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