 Armato delle migliori intenzioni, mi avvio per questo primo torneo di una settimana intera di tornei, previsti al Perla a Nova Gorica.
L’evento si chiama Autumn Festival, ed e’ invero molto strano, perché siamo in piena estate e il clima anche, quasi 30 gradi, non lascia dubbi!
Per un usuale vezzo mi presento al torneo in ritardo, a primo livello quasi concluso. Torneo da 400 euro, 110 partecipanti.
Nei primi due livelli non vedo quasi carte, ma osservo. Al tavolo si arriva al flop spesso con 4-5 giocatori che hanno limpato.
Al terzo livello, blind 75-150, due giocatori prima di me fanno limp,
io ho K-K e betto 750, ricevo due call. Flop K-K-5. Tre check. Turn 4.
un giocatore check, io punto 1200 in un piatto di 2400 circa, ricevo un
call e un fold. River 9. E’ difficile che il mio opponente abbia chiuso
qualcosa di forte, tuttavia magari potrebbe pensare che voglia
bluffare. Esco io per primo per 2800, lui pensa e poi fa call, e cosi’
salgo a 14.000 dai 10.000 di partenza.
Purtroppo il tavolo viene chiuso e vengo portato su un tavolo dove pur
essendo io un po’ oltre l’average, tutti i giocatori, tranne 2, hanno
molte piu’ chips di me. E purtroppo al sesto livello divento short
quando mi viene servito A-Q, betto forte pre flop e ricevo un solo
call. Poi un flop con 8-8-A, turn J e river 6 mi fanno perdere, anche
se non tutto, buona parte delle mie chip, quando l’opponente mostra A-K
per una mano in cui ero dominato dall’inizio.
Insomma se doveva essere il mio torneo, non erano queste le mani che
volevo ricevere e veder servite agli avversari. Ormai sono short e
cambio completamente atteggiamento al tavolo: ho circa 12-15 big blind,
per cui gioco molto aggressivo impegnando tutto o quasi il mio stack
per prendere una serie di piatti uncontested. Rientro cosi a circa 9K e
già mi sento un po’ più comodo, non ho urgenza di cercare una mano a
brevissimo, posso aspettare e riprendere a giocare con minore
aggressività.
All’ottavo livello ci sono 2 limp e io con K-4 sul big blind faccio check.
Flop K-6-4. Io faccio check, check di un opponente e l’ultimo betta
1000. Io faccio call, e restiamo in due. Turn A. Io faccio check,
l’avversario punta 2.000, io mando tutto in all in e l’avversario fa
instant call. Ahi, ahi, avrà un tris mi dico e invece incredibilmente
gira A-8. E’ andato all in con Asso debole!!!!!! Buon per me, mi dico,
se non sa giocare. Il river e’ beffardo per me: 8!
Qui avviene una cosa molto poco carina, l’avversario urla ed esulta in
maniera sguaiata. Ma dico: non solo hai avuto un colpo di fortuna, non
solo hai giocato male, anzi peggio, ma anche le urla e l’esaltazione?
La cosa che più mi da fastidio è che ci aggiunge anche una bestemmia.
Io non dico una parola, non faccio un solo commento verbale, non mostro
disappunto e non faccio alcun cenno col viso, mi alzo, dico “buonasera”
ma la mano, di mia iniziativa, no, dopo che ha tirato la bestemmia, mi
spiace ma non la do (ne’ invero lui l’aveva tesa, impegnato com’era
nella sua esultanza condita da bestemmia). Tra l’altro aveva alle sue
spalle anche la propria moglie che seguiva il torneo stando seduta
dietro: una scena mortificante che si commenta da sola.
Io al posto suo avrei taciuto, anche per la pessima giocata, ma non
siamo tutti uguali. Ma se avesse trovato un suo simile che lo avesse
riempito di improperi e bestemmie (giustificate, secondo il metro di
siffatte persone), cosa avrebbero fatto? Un festival delle urla e delle
bestemmie?
Parlando in generale, non esultate in modo smodato, soprattutto se
partite da molto sotto e poi “scoppiate” il piatto. Se voi aveste
diritto ad esultare in modo eccessivo o peggio bestemmiare per un colpo
vinto dove partite al 10/20 per cento, allora cosa dovrebbe fare chi
quel corpo lo perde? Gioia e disappunto vanno manifestati, se volete,
ma est modus in rebus e poi un po’ di rispetto anche per chi è stato
eliminato in modo evidentemente sfortunato. Esultare poi come se
l’Italia avesse segnato un gol ai Mondiali, specialmente nelle fasi
iniziali di un torneo oltre che inopportuno è forse anche un po’
patetico, e vi rivela per molto deboli agli occhi di chi resta al
tavolo.
Quanto a me, spiace per l’eliminazione, ma ero sereno perché avevo
giocato bene, sentivo di stare concentrato, son contento per come mi
ero “sentito” al tavolo e son tornato a casa con la convinzione
interiore che avevo lo stato d’animo giusto, qullo che occorre e che
avevo trovato quando in altre occasioni sono rimasto fino in fondo.
Verrà il momento giusto anche per me
tonyg
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
|