Dopo i braccialetti di Max Pescatori e di Dario
Minieri, altri due italiani hanno sfiorato l’impresa: Dario Alioto, campione
del mondo di Omaha alle ultime WSOP disputate a Londra e Alessio Isaia, giovane
promessa del nostro poker, che centra il final table alla sua prima apparizione
a Las Vegas. Andiamo in ordine cronologico: evento #33, 17 giugno… inizia il World
Champioship di Seven Card Stud High-Low! 261 iscritti, che hanno pagato 5 mila
dollari per contendersi il titolo e il braccialetto.
Il torneo
procede velocemente, i giocatori più esperti iniziano a fare chips
approfittando della loro maggiore esperienza… i partecipanti sono comunque di
ottimo livello, la specialità dello Seven Card Stud è molto tecnica e il buyin
è elevato: pian piano arrivano gli out, e quando la rosa dei candidati al final
si assottiglia, ecco emergere nomi di primissimo piano: Hasan Habib, Cindy
Violette, Kirill Gerasimov, Barry Greenstein, Allen Cunningham, David
Benyamine, Howard Lederer, Annie Duke, Marcel Luske e il favorito Chris
Fergusson.. tutti questi ancora in gioco quando restano solo più 24 giocatori e
si è appena entrati a premio!! Ma nella lista dei giocatori a premio, spicca
quello di un italiano, Alessio Isaia, classe 1986, della provincia di Cuneo,
alla prima esperienza nel circuito WSOP (bisogna avere 21 anni in america per
giocare)… ma Isaia è ben conosciuto in Italia, e sta iniziando ad essere famoso
anche nel circuito europeo dell’EPT. Per lui parlano i risultati: tre tappe del
campionato italiano vinte, una serie di piazzamenti sempre al campionato
italiano che l’hanno portato al quarto posto della classifica generale 2 anni
fa… e poi i primi piazzamenti nel circuito europeo, il 16esimo posto all’EPT di
Barcellona e l’in the money al primo EPT di Sanremo… i piazzamenti all’Istria Open,
ai tornei di Nova Gorica.... La grandezza di questo giocatore, è la sua duttilità
nel giocare tutte le specialità del poker: i suoi risultati spaziano dal No
Limit Hold’em all’Omaha, fino ad arrivare al Seven Card Stud.
Evento #33
appunto: il campo dei giocatori rimasti in gara continua a restringersi, ed il
sogno inizia a prendere forma… “il chirurgo” come l’hanno soprannominato gli
amici del circuito, non è per nulla intimorito dalla presenza di “mostri
viventi” del mondo del poker, anzi: più gli avversari sono tosti, più Isaia da
il meglio di sé. Il suo stack subisce degli swing notevoli, si trova corto ma
giocando aggressivo si riporta prima in media e poi passa addirittura
chipleader. Sfortunato in alcune mani, come quando si scontra con David
Benyamine e Marcel Luske in allin: AAK per Isaia, AAT per David Benyamine e KKx
per Marcel Luske… Alessio trova una doppia in quinta, ora solo più poche carte
che gli farebbero perdere questo monster pot.. e Marcel Luske, “l’olandese
volante”, trova il suo monoout, pescando in sesta l’ultimo K rimasto nel mazzo.
Grossa delusione, il grosso del piatto va a Luske, Isaia raccoglie il side pot…
ma poteva essere il colpo importante, l’episodio che ti fa vincere o perdere un
torneo. Isaia non si abbatte e rinizia a fare il suo gioco, cercando di non
farsi mettere i piedi in testa dai “big”. Alla fine escono Lederer e Benyamine,
in decima e nona posizione… tradotto significa final table! Significa anche
andare a dormire qualche ora per ricaricare le batterie e presentarsi al tavolo
finali carichi. Significa anche scontrarsi con gente come Annie Duke, Marcel
Luske e Chris Fergusson. Significa avere la possibilità di realizzare il
proprio sogno.
Il giorno
dopo si parte: la tensione c’è, per tutti. Alla fine arriva il momento dell’allin
decisivo, quello del “o dentro o fuori”. Lo scontro arriva contro il chipleader
Ruthemberg, in quinta carta. Alessio parte molto sopra, ma il tedesco incastra
un asso in sesta che gli fa vincere l’high e il low… Fine del sogno per
Alessio, che chiude il suo torneo in sesta posizione: fantastico davvero, ma c’è
anche un po’ di rammarico per qualche mano piuttosto sfortunata… Ma il poker è
anche questo, fortuna nel momento giusto… Ruthemberg ne ha avuta, alla fine ha
vinto lui il braccialetto. Ci saranno comunque altre occasioni, perché siamo
certi che rivedremo ancora “il chirurgo” Isaia competere con i migliori, per
cercare di realizzare il suo sogno: diventare il campione del mondo.
Passiamo
all’evento #34, il Pot Limit Omaha rebuy da 1500$. 320 giocatori iscritti, al
via anche il nostro Dario Alioto, grande giocatore proprio di Omaha. Fino ad
ora le sue WSOP erano state piuttosto deludenti: molti scoppi allucinanti, e un
torneo finito in piena bolla del final table, il 5000$ rebuy di 2-7 draw…
tavolo finale da paura, con Mike Matusow (poi vincitore dell’evento), Jeff
Lisandro, Barry Greenstein, Erick Lindgren e David Benyamine… peccato, Alioto
avrebbe potuto dire la sua. Ma la rivincita è dietro la porta, e finalmente
arriva il tanto atteso tavolo finale nella sua specialità, l’Omaha. Non
dimentichiamolo.. Dario è il campione del mondo in carica, dopo che ha vinto
alle WSOP Europe di Londra il main event di Omaha. Non è un caso che l’unico
torneo di Omaha che si è disputato in Italia, sia stato vinto da lui… non è un
caso che nel 2007 si sia piazzato due volte a premio alle WSOP, con un 35esimo
posto al main event da 10 mila dollari di iscrizione e un final table (sesto posto)
al 1500$ di Omaha High-Low…E stavolta arriva la possibilità di bissare il
successo di Londra: centra il final table, giocando alla grande… e per una
volta non prende bad beat a ripetizione e si presenta con il secondo stack di
partenza. Il final procede bene, Dario gioca alla grande e si ritrova ben messo
quando restano in 4 ancora… e poi arriva la mano fatale contro Layne Flack:
quasi pari stack, vanno allin al flop Q 8 7 (con due fiori).
Dario si
presenta con 3 4 5 6, scala bilatera e flush draw. Layne Flack, chiama con A A
5 6. Stessa bilatera di Dario, che quindi ha la scala per sperare in uno split
e le fiori per cercare di battere la coppia d’assi di Flack. Chi vince diventa
chipleader assoluto del tavolo, e con soli due avversari mette una seria
ipoteca sul braccialetto. Turn e river scendono, impietosi: nessuna fiori,
nessuna carta a scala.. un inutile J e una inutile Q per il Alioto, che deve abbandonare
il sogno in quarta posizione. Layne Flack va a vincere il braccialetto…
speriamo che Dario possa comunque prendersi la rivincita fra qualche giorno, al
main event di Omaha, buy in 10k dollari… il nostro tifo sarà tutto per lui!!
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