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Da buon appassionato di poker quale sono cerco di tenermi
aggiornato in materia anche quando non gioco. Riviste, libri e soprattutto
forum diventano punti di riferimento utili per migliorare, imparare, crescere e
conoscere meglio il gioco.
Proprio navigando sui vari forum presenti in rete ho trovato
una discussione interessante alla quale cercherò di dare una risposta in questo
articolo.
Il titolo del post era “ma chi è il bravo giocatore?”. Domanda
semplice ma che permette di aprire una discussione abbastanza ampia.
Teoricamente un buon giocatore di poker è uno che vince. Per
cui la risposta immediata sarebbe quella di guardare le money list e di
conseguenza stilare la classifica dei migliori giocatori al mondo.
Però se andiamo a vedere la all time money list in testa
troviamo un pokerista davvero formidabile ovvero Mister Jamie Gold!!!!
Questo dato ci fa riflettere su come la sola money list non
sia sufficiente per stabilire una classifica di merito in quanto condizionata
dal singolo risultato in un torneo con un prizepool eccezionale.
Ma allora come possiamo valutare se un giocatore di poker è
davvero un buon giocatore?
Riflettendoci mi sono venuti in mente alcuni elementi, a mio
avviso importanti per essere un buon giocatore a qualsiasi livello.
AVERE DISCIPLINA
Questo è il requisito più importante e imprescindibile che
ci sia. Non saremo mai buoni giocatori se prima non siamo buoni amministratori
delle nostre fortune vinte al tavolo. Disciplina significa programmazione,
gestione e soprattutto significa darsi delle regole, gestire i periodi negativi
in modo da andare oltre l’aleatorietà naturale di questo gioco.
AVERE TALENTO
Riassumo tutto in una parola, talento, ovvero la dote
naturale nel riuscire a giocare a carte anche senza sapere niente del gioco.
Come negli altri sport anche nel poker ci sono giocatori che hanno un talento
naturale, che poi con gli anni viene affinato, che gli permette di avere quella
marcia in più nei confronti degli altri giocatori
AVERE COSTANZA
Questa dote è necessaria per durare del tempo e non essere
delle meteore. Nella giornata di grazia qualsiasi giocatore, anche scarso, può
riuscire a vincere un torneo. Nel tempo però i risultati non mentono. I buoni
giocatori hanno costanza di rendimento, ci sono sempre e sono sempre in grado
di poter piazzare il risultato anche senza miracoli della sorte.
AVERE VOGLIA DI MIGLIORARE
Ogni volta che ci sediamo al tavolo abbiamo sempre qualcosa
da imparare. Spesso però soprattutto dopo qualche risultato positivo tanti
giocatori tendono a diventare professori pensando di aver capito tutti i
segreti. Sedersi anche dopo anni di gioco e continuare ad aver voglia di
imparare, informarsi, leggere, confrontarsi con gli altri giocatori è
naturalmente fondamentale per aggiungere un tassello al proprio gioco. Non
bisogna mai stancarsi di imparare anche perché (e questi ultimi anni lo
dimostrano con l’avvento di tanti giovani talenti) il gioco è in continua
evoluzione per cui anche nel poker “chi si ferma è perduto”.
ESSERE EDUCATI AL GIOCO E AGLI AVVERSARI
Con questo intendo l’essere pronti ad accettare il poker per
quello che è ovvero un gioco con una componente aleatoria molto forte dove
possono arrivare periodi negativi o sfortunati. La gestione di questi periodi
risulta fondamentale per essere buoni giocatori. Infatti il buon giocatore sa
accettare questi momenti con serenità sapendo che per forza di cose giocando in
un certo modo la varianza negativa finisce. Chi invece non è educato al gioco
probabilmente dopo lamentele varie tilterà rischiando di bruciarsi in poche
sessioni il bankroll costruito in mesi o anni.
Ugualmente importante a mio avviso resta l’educazione e il
rispetto nei confronti dei nostri avversari soprattutto con quelli che ci
vincono il piatto al 5%. Il buon giocatore non si arrabbierà e non farà nessuna
sfuriata contro questi giocatori perché sa benissimo che nel lungo periodo
saranno proprio loro a permettergli di chiudere positivamente la sessione.
SAPER GESTIRE LE PROPRIE PARTITE
Se la disciplina a livello economico risulta una dote
fondamentale a livello sportivo saper gestire bene le proprie partite ha la
stessa fondamentale importanza. Un buon giocatore sa a quale livello ha del
margine, sa qual è la tipologia di gioco nella quale è migliore e sa gestire
sia quando giocare a poker (difficile che un buon giocatore si sieda al tavolo
stanco o ubriaco) e sia per quanto tempo giocare e a che tipologia giocare.
Gestire bene le proprie partite significa prendersi un vantaggio già in
partenza e ci permette di giocare sempre il nostro miglior poker.
Questi sono solo alcuni aspetti per pensare col tempo di
diventare buoni giocatori.
Voi a che punto siete?
FISICO
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