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Eccoci cari texani a completare l’articolo della scorsa
settimana su come affrontare un torneo di poker multitable online standard.
Nello scorso articolo abbiamo parlato delle fasi di gioco
iniziali, centrali e della gestione del gioco in zona bolla da affrontare con
diversi tipi di stack e a seconda dell’obiettivo che abbiamo per il torneo.
Adesso vedremo come giocare il nostro miglior poker per
cercare di arrivare quanto più possibili vicini alla vittoria del torneo ed
evitare invece che i nostri sforzi fatti finora si traducano in un misero ITM
assolutamente irrilevante per il nostro bankroll.
Andremo quindi ad analizzare le ultime tre fasi del torneo
ovvero IL POST BOLLA, LA FASE
PRE TAVOLO FINALE e infine il FINAL TABLE.
Vediamo quindi come possiamo giocare un buon poker in queste
fasi a seconda del nostro stack.
LA FASE
POST BOLLA
Questa fase spesso viene sottovalutata dalla maggior parte
dei giocatori in quanto il momento adrenalinico della bolla spesso porta via un
po’ di concentrazione che è naturalmente indispensabile in questo momento del
torneo.
Se siamo short stack l’agonia è finalmente terminata.
Abbiamo centrato anche se faticando la zona premio. Adesso verrebbe automatico
pensare che ormai siamo dentro per cui tanto vale buttare tutto non appena
abbiamo carte giocabili. Questo è indubbiamente vero ma non dimentichiamo che è
importante comunque giocare la mano intelligentemente perché ovviamente
dobbiamo cercare di raddoppiare mica di uscire. Per cui stiamo attenti
all’evolversi della mano valutiamo ancora posizioni e stack dell’avversario
prima di mandare con mani giocabili ma comunque tendenzialmente deboli come
potrebbero essere i vari AX, due figure
o magari suited connector medi o coppiette basse. Valutiamo se e quanto possiamo ancora
attendere e ricordiamoci di mandare possibilmente contro gli avversari più
loose. In linea di massima comunque la parola d’ordine è VASCA.
Da medium stack la fase post bolla è decisamente difficile
da interpretare correttamente. A mio
avviso (sempre partendo dalla logica che giochiamo in bankroll) è giusto
giocare un poker molto aggressivo quasi come se fossimo short. Perché? Perché
giocando conservativi con i corti che manderanno per raddoppiare rischiamo con
i bui ormai alti di ritrovarci noi short entro pochi giri. E questo ovviamente
non lo vogliamo soprattutto perché ormai a premio ci siamo. Per cui senza paura
spingere soprattutto e possibilmente sui deep stack che ci penseranno un bel
po’ prima di chiamare il nostro resto. Per cui giocando bene sui nostri
avversari in questa fase possiamo accrescere in maniera esponenziale il nostro
stack arrivando magari anche al double up senza girare mai le carte. Il medium
stack chiuso in questa fase o vede tantissimo o uscirà tra poco. Il medium
stack aggressivo difficilmente uscirà a meno di trovare un deep carico e spesso
riuscirà a rientrare bene in gioco.
Il deep stack infatti in questo momento vive a mio avviso
una fase particolarmente difficile da gestire. Le tante chips accumulate
durante la bolla adesso rischiano di essere messe a dura prova dai continui all
in dei corti e di qualche medium. Nonostante questo però se abbiamo le chips e
soprattutto se arrivare al tavolo finale richiede ancora un bel po’ di tempo
dobbiamo continuare a sfruttare la nostra chip lead. Giochiamo sempre
aggredendo per due motivi. Mettiamo paura ai medium stack quasi committandoci nel colpo e praticamente
copriamo i corti che volessero mandare. Nel poker e nel texas hold’em in
particolare abbiamo visto come il caso più sfavorito preflop sia un 80-20. Per
cui matematicamente andremo tendenzialmente incontro a dei 60-40 e saremo ben
felici di giocarne qualcuno in questa fase per continuare a crescere la nostra
posizione in classifica e arrivare praticamente in fondo al torneo. Questo non
significa però rilanciare a caso. Le carte in questo momento hanno un loro
peso. E soprattutto i piatti sono molto grossi per cui giochiamo sì ma su
avversari che possono sempre passare (es. il corto che la mano prima ha
raddoppiato) oppure sui medium.
LA FASE PRE
TAVOLO FINALE
Per fase pre tavolo finale intendo sostanzialmente quando si
arriva agli ultimi 2-3 tavoli. E’ una fase di gioco entusiasmante ed
adrenalinica dove è importantissimo non sbagliare in quanto mancare il final e
uscire in questa fase vorrebbe dire a livello di payout un cambiamento enorme.
Arrivare short in questa fase purtroppo non è il massimo ma…
con un po’ di coraggio possiamo ancora raddrizzare il nostro torneo. Qui ancora
di più che nella fase post bolla a mio avviso bisogna essere aggressivi. Siamo
corti dunque ormai nessun rimpianto se usciamo e quindi cercheremo ogni volta
che possiamo di cercare il double up.
Qualsiasi coppia, Ax oppure due figure a questo punto del torneo possono
essere buone. I medium stack folderanno quasi tutto proprio per cercare di
arrivare a tutti i costi al final mentre i deep cercheranno di rubacchiare in
posizione stando cmq attenti a non trovarsi coinvolti tra di loro in piatti monstre.
Per cui cerchiamo di sfruttare l’unico vantaggio che abbiamo in questo caso è
cioè l’aver niente da perdere. Prendiamo coraggio e VASCA.
Da medium stack credo che questa sia la fase del torneo più
difficile da interpretare. Se pre e post bolla potevamo lo stesso forzare (un
ITM in più o in meno non cambia) arrivati a ridosso del tavolo finale invece
spiacerebbe non poco uscire e non potersi così giocare i premi più ambiti.
Giocare chiusi e attenti in questo caso è la parola d’ordine. Inutile a mio avviso
prendersi rischi. Il poker è anche un gioco di pazienza e in questa fase
dobbiamo averne tanta. Non siamo carichi di chips ma non siamo neanche così
corti e quindi è importante far scontrare gli altri e per quanto ci riguarda
entrare in pochi piatti in maniera molto decisa in modo da far prendere
decisioni drastiche ai nostri avversari.
Meglio a mio avviso arrivare al final anche short piuttosto che uscire a
ridosso proprio perché il final ha poi sempre una storia a se e cosa più
importante d’ora in avanti i premi salgono in misura esponenziale per cui non è
disonorevole speculare sulle posizioni.
Se invece siamo chip leader in questa fase … dobbiamo fare i
chip leader. Abbiamo noi le chips di conseguenza cercheremo di dominare il
gioco. Ogni piatto rubato è un piatto grande che fa gola e dobbiamo sfruttare
la paura degli altri ad uscire a ridosso del final. Il ragionamento non deve
essere “bene ho un sacco di chips mi metto in sitout e sono dentro” ma deve
essere “ho un sacco di chips per cui pochi avversari e poche mani verrano a
scontarsi contro di me” per un rilancio che perdiamo rischiamo di vincerne 5.
Per cui forzare, non aver paura di giocarsi un ulteriore flip e cercare se
possibile di mantenere la chip lead fino al final. Vorrebbe dire quasi sicuramente
arrivare nei primi 4-5 e di conseguenza vincere una bella somma.
IL FINAL TABLE
Ci siamo!!! Ce l’abbiamo fatta!!! Dopo ore di gioco,
centinaia di mani, centiania o a volte migliaia di giocatori messi dietro
arriviamo a sederci nel tavolo più importante. Il final table. Il final table
spesso viene visto come una fase delicatissima e molto difficile da giocare. In
realtà ritengo che invece sia la parte meno complicata. In pratica è un sit and
go da 9 persone con bui elevati e stack diversi. Ma possiamo comunque applicare
alcune regole che applichiamo in un sit anche per un multi table.
Se siamo short a mio avviso dobbiamo cercare di
capitalizzare. Ovvero rischiare poco e possibilmente riuscire a guadagnare
qualche posizione. Per questo se possiamo cerchiamo nelle prime mani del final
di capire come si comporta il tavolo. Se il tavolo fosse molto chiuso e accorto
non possiamo fare altro che muoverci noi e sperare nel raddoppio. Ma se il
tavolo fosse molto aperto con magari i due tre chip leader che si scontrano,
beh assistiamo tranquilli e comodi allo spettacolo, potrebbero essereci
sorprese gradite. Spesso infatti senza giocare (pur perdendo ancora qualcosa
del nostro già esiguo stack) rischiamo di trovarci magari in 7-6 giocatori e a
quel punto sì che se riuscissimo a raddoppiare potremmo giocare per un
eventuale split o perché no anche per vincere. Per cui direi chiusi nella prima
parte del final per poi aprirsi quando arriva qualche eliminato. In caso di
tavolo chiuso invece VASCA.
Da medium stack vale tutto quanto detto per gli short alla seconda. Se il tavolo è chiuso seguiamo
anche noi l’andazzo… perché metterci a rischiare per rubare un paio di piatti
quando continuando a foldare rischiamo di arrivare nei primi 5-6. Se il tavolo
è loose invece continuiamo a stare tranquilli e giocare premium hands. Se per
caso venissimo pagati rischiamo di vincere il torneo. Se invece le carte non
arrivano vale quanto detto prima. Si folda, si aspetta qualche eliminato e
rimasti short handed si prova il raddoppio.
E’ importante non dimentichiamocelo anche ogni singola posizione in
questa fase senza scordarci che tante volte arrivati in 4 giocatori è possibile
anche splittare e dunque accaparrarsi una bella fetta di montepremi.
Da deep stack possiamo interpretare il final in due modi
differenti. Molto chiusi e speculativi.
Oppure molto aperti con un solo pensiero in testa vincere il torneo.
Personalmente preferisco il primo metodo perché ci consente di arrivare cmq
alla fine e di avere ottime possibilità di vittoria. Capisco però anche chi
ragiona dicendo “sono riuscito a fare un torneo al vertice, arrivo al final da
chip leader, è un occasione che difficilmente mi ricapiterà a breve di
conseguenza provo a vincerlo”. Giocando troppo aperti però rischiamo di avere l’effetto
contrario ovvero di perderlo il torneo anziché vincerlo. Giocando chiusi sicuramente non usciremo
subito a meno di colpi scritti e comunque avremo lo stesso possibilità di
giocarci il primo posto una volta rimasti in tre quattro giocatori.
Ovviamente questo è solo il mio pensiero, ci tengo a
ribadire che non sono un professionista e che anzi devo ancora imparare
tantissimi aspetti di questo gioco, però spero di essere riuscito a darvi
alcune dritte per poter affrontare al meglio un multi table di poker texas
hold’em.
GOOD LUCK TEXANI!!!!! FISICO
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