Martedi 27, torneo al Perla da 300 di buy in.
Questa volta voglio soffermarmi su una giocata di un
avversario ed analizzare la sua giocata, non la mia. Normalmente sono
ipercritico verso me stesso e cerco sempre di trovare “falle” nel mio modo di
giocare, ma questa volta guarderò la mano di un altro giocatore.
Andrò ad esporre perché la giocata del mio avversario e’ a
mio giudizio sbagliata, e precisamente i tre errori che la caratterizzano.
Molti non saranno d’accordo visto che poi la giocata e’
risultata vincente, ma non e’ questo che deve condizionarci nel nostro
giudizio: non e’ raro, anzi, che una pessima giocata sia ugualmente in grado di
aggiudicarsi poi la mano.
Siamo al quinto o sesto livello, 140 giocatori in partenza,
80 ancora in gara. Stack di partenza 6.000, average ormai 10.000 circa. Io sono
in posizione 1, con circa 5.500. Sono due livelli che non gioco una mano, e
quindi ho accreditato l’immagine di essere ultratight, ed e’ giunto il momento
di prendere 1-2 piatti consistenti rappresentando mani forti.
Sono in middle position, prima di me già due hanno fatto
limp, trovo
e faccio limp, gioca anche un giocatore dopo
di me e i due blind.
Sei giocatori e 900 nel piatto. Sul flop viene
 .
Check-check-check e il giocatore in posizione 9 punta 1200. Siamo uno a destra
e uno a sinistra del croupier, non ci vediamo, per cui non abbiamo nessun tell
reciproco. Decido di chiamarlo, lo mettoo con un Asso debole. Non molto forte
perchè la puntata e’ sproporzionata e non ha senso mandare via tutti. Decido di
chiamare, se poi sul turn faccio colore sono a cavallo, altrimenti se lui non
migliora la mano sua io posso mandarlo via dal piatto raffigurando una mano
molto forte. Se poi lui ha una monster hand, pazienza, sarà per un altro
torneo…………..Tutti gli altri foldano.
Al turn viene
Lui da check, io punto immediatamente 2.400
volendo rappresentare almeno una doppia coppia, sperando che foldi. Se lui ha
tris non folderà e il mio torneo sara’ finito. Pero’ potrei avere in mano un 9,
ho fatto limp pre flop, quindi un 9 in mano e’ abbastanza credibile.
Lui ci pensa un bel po’ e poi mi manda all in
per 4400. Vorrei foldare perché penso che abbia tris, ma devo mettere 2000 per
un piatto di 12.000 e sono costretto a chiamare, sperando che mi venga ancora
un fiori per chiudere colore.
Faccio call, e lui con mia sorpresa mostra  .
Il river non porta fiori: lui vince e io prendo
la via di casa.
Ora la mia giocata non la commenterò, o lo farò
solo in coda. Ma voglio analizzare la giocata del mio avversario, che reputo
veramente debole.
Primo errore: pre flop, con un giocatore che ha
già fatto limp, forse la sua mano meritava un bet di 3-4 BB, altrimenti rischia
di portarsi troppi giocatori dentro e giocare la mano al buio senza avere
informazioni sugli avversari. Cosa puntualmente avvenuta.
Secondo errore: la puntata di 1200 su un piatto
che ne contiene 900 potrebbe essere eccessiva. Su questo punto si può essere
d’accordo o meno, a seconda delle interpretazioni (semibluf? Difesa del punto? Tentativo
di rappresentarsi molto forte?), ma a mio giudizio e’ troppo alta. Se avessi
fatto un raise sul flop poi cosa avrebbe fatto? Io avevo fatto limp, potevo
avere un asso debole ed aver chiuso una doppia!
Terzo errore: giocare check-raise con una mano
così debole e con un avversario che e’ pot comitted e quindi chiamerà sicuro e’
sicuramente un errore grossolano. Il check raise e’ un’arma da giocarsi per
vincere, non per tirarsi dentro avversari quando si ha una mano debole.
Gli errori sono quindi due sicuri,
probabilmente tre. Pero’ lui ha vinto la mano e io sono andato fuori.
Ed io? Immune da colpe? Certo che no! Io con il
mio bet da 2.400 al turn avevo rappresentato una mano fortissima (la conferma
l’ho avuta da un giocatore pro che era al tavolo, autore tra l’altro di un
libro sul poker, che mi ha confermato che avevo rappresentato almeno un tris se
non addirittura full), le possibilità che avessi un 9 per un tris erano
concrete.
Si può concludere dicendo che il giocatore che
ha giocato peggio ha vinto la mano?
Se fossi un perdente, arriverei sicuramente a
questa conclusione. In realtà è stato perdente il giocatore che ha giocato
peggio, cioè il sottoscritto.
Il mio errore gravissimo e’ stato di giocare
una mano del genere, contro un giocatore che era ad un livello di pensiero
abbastanza basso. Il mio errore, da solo, e’ stato molto più grave dei suoi tre
messi insieme. Quindi non ho scuse: eliminato perchè ho giocato peggio del mio
avversario che pure ha commesso degli errori. Ma giocare in “that way” una
mano, a quel momento del torneo e soprattutto contro un avversario così è
errore grossolano e con poche scusanti. Quindi anziché lamentarmi di come lui abbia
potuto fare all in in quel momento e con un asso cosi’ debole me ne sono uscito
chiedendomi perché ho sbagliato così clamorosamente a fare una giocata che
voleva essere di fino e si è rivelata per me un disastro. Insomma reo punito e
condannato per “culpa in eligendo”
Tonyg
P.S.: la lezione però è servita. Nel torneo
successivo ho giocato due volte, scegliendo meglio l’avversario, una mano nella
stessa maniera e sono rientrato in average prima che iniziassi a diventare
troppo short
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