Arrivo venerdi pomeriggio, tanto il torneo inizia
alle 21. C’e’ il torneo di Omaha Pot Limit, il mio gioco preferito quando gioco
cash.
Non ho trovato posto nelle vicinanze del casino’, tutti gli alberghi erano
pieni, o avevano la camera per un solo giorno, mentre io avevo bisogno della
camera per due notti. Così ho trovato a Quarto d’Altino, a Villa Odino. Molto
carino, camere rinnovate e moderne, nel verde, a circa 15 minuti d’auto dal
casino’.
Avrei
preferito piu’ vicino al casino’. Quando voglio fare una pausa di un’ora o
anche meno, non mi spiace salire in camera, sciacquarmi la faccia, riposare 20
minuti. E’ una forma di relax.
Tuttavia non avendo scelta………………….
Il torneo di poker si svolge sotto il tendone di fronte all’ingresso del
casino’. Non inganni la parola tendone. L’ambiente e’ ottimo per il poker: solo
poker e niente altri giochi di casino’, perfettamente insonorizzato e isolato
termicamente, non fa ne’ troppo caldo ne’ troppo freddo, servizio bar a
distanza di tavolo.
Saluto i padroni di casa Luca e Claudio. Saluto un po’ di vecchie lenze, si
ride e si scherza. Mancavo da un po’ da tornei, ma sono bello carico e
soprattutto voglioso di giocare al meglio dopo un paio di mesi con zero tornei
e solo 3 sedute di gioco cash live.
Decidiamo io, il mio compagno di viaggio, due vecchi bucanieri come Laganà e
Ferraresso e un quinto che non conosco di andare a pranzare ad una trattoria
poco distante. Prendo costatine e salsicce alla brace. Niente alcol, neanche
una birra. Qualcuno prende fagioli e cipolla di contorno: saranno buonissimi,
ma…………..si scherza sul fatto che chiedero’ di non sedere al tavolo con
loro………….. ;D ;D
Torniamo per il torneo, siamo una 70ina di iscritti. Pronti, via. Ci metto 3-4
mani per capire che al tavolo probabilmente non c’e’ nessuno che sappia
giocare. Nei piatti spesso ci sono 7-8 limp. Qualcuno fatica a leggere i punti.
Classica sopravvalutazione delle coppie vestite da parte di giocatori che
provenendo dal texas holdem si avvicinano per la prima volta all’omaha.
La strategia e’ giocare semplice, elementare. Niente ragionamenti sofisticati
che non sarebbero adatti alla bisogna e anzi controproducenti.
Foldo una gran quantita’ di mani preflop. Mi spiace di non avere carte per
intercettare questo spostarsi di chips da una parte all’altra del tavolo, ma
devo essere prudente perche’ qui si lanciano con tutto e non voglio uscire
prematuramente.
Sono in focus. Quando non sono in focus tendo a giocare troppo contro avversari
molto scarsi, e questo non porta a buoni risultati. Invece sento che sto
operando una scelta buona delle mani da giocare.
Salta gia’ un giocatore, un paio gia’ sono short, arriva al nostro tavolo un
giocatore che fa mega reraise, ma con carte mediocri. Siamo nel primo livello e
trovo 8s 9c 10s Jc. Faccio raise, il puntatore folle mi fa reraise. Perfetto
era quello che volevo. Faccio una mezza finta di fare all in e lo vedo pronto a
lanciare le sue chips dentro, per cui faccio call e lo metto in una mano del
tipo A-A-x-x- o K-K-x-x. Se ho ragione allora siamo al 50 per cento, ma
soprattutto lui non lo sa, e’ convinto di essere fortissimo con la sua coppia
forte.
Il flop mi fa un timido sorriso: 5c 7c 9s. Se non ha fiori, allora sono al 75
per cento, altrimenti sono al 70. Posso tirarlo in all in. Do’ check, lui punta
il piatto, io lo metto all in. Gira cio’ che avevo pensato A-A-x-x senza
possibilita’ di fare colore.
Dice: sono in vantaggio, confermandomi di non avere alba del gioco, pur avendo
un punto superiore al flop, sono io nettamente in vantaggio (75%).
Raddoppio e mi metto chiuso ad aspettare. Devo giocare solo quando ho un
vantaggio grosso, almeno finche’ i blinds sono bassi. Provare a rubare a questi
livelli non ha senso, e comunque i raise e i reraise non hanno ancora effetto
deterrente. Qui stanno tutti attaccati alle carte, come cozze allo scoglio. Non
foldano manco per sbaglio!
Secondo livello, nessuna mano giocata.
Terzo livello, prendo un paio di piatti incontrastati. E vi dico la mano
simbolo del tipo di gioco al tavolo.
Raise mio e 3 giocatori mi chiamano. Al flop 5d 7d 8d. Io ho Kd 6d. Prima di me
parla un giocatore e fa pot. Stop er chiamare, ma un tell che avevo sul
giocatore seguente mi dice che chiamera’. Uno fa pot e un altro e’ gia’ pronto
per chiamare o fare raise? E allora io faccio fold. Il giocatore seguente
infatti va all in. Viene chiamato dal kaiser originario che mostra coppia di 6
e colore al J. L’altro ha colore nuts. Al flop vengono giu un 5 e poi ancora un
5 e il colore nuts perde runner-runner contro full!
E il
giocatore che ha vinto arrivera’ poi al tavolo finale con una serie di bad beat
date a desta e manca da non credere. Sempre quest’ultimo, alla mia immediata
destra, chiama l’80 per cento dei raise preflop. Lo sento dopo un po’
lamentarsi che e’ gia 4-5 volte che gioca con la coppia ma non floppa il set al
flop. Gli dico che c’e’ poco da lamentarsi visto che gliene tocca uno ogni 7/8
tentativi. Mi guarda come se gli avessi rivelato chissa’ quale mistero
eleusino, mi dice, “ma tu fai tutti questi calcoli?”, e da allora mi inizia a
chiamare “professore”. Gli prometto mentalmente che saranno le sue chips a
lanciarmi verso la vittoria, e proseguo imperturbabile. Se pensa di
infastidirmi chiamandomi in continuazione in questo modo, ha fatto male i suoi
calcoli……………………………(fine prima parte)…………….(continua)…………………..
tonyg
P.S. il presente racconto e' frutto di pura fantasia. Riferimenti a persone o
cose realmente esistenti sono solo per rendere piu' veritiero il racconto
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