Una delle migliori
situazioni a poker è raggiungere il tavolo finale con un grande numero di chip.
D’altra parte però, c’è una grande differenza fra arrivare al tavolo finale
come chip leader e sapere come gestire il proprio stack per prendere il controllo
delle fasi finali di un torneo.Ci sono
molti giocatori che non rallentano il ritmo quando si trovano in questa
situazione. Io non sono uno di questi. Quando raggiungo il tavolo finale, ho
giocato già un certo numero di mani con almeno la metà dei giocatori rimasti,
ed ho ormai sviluppato letture sul loro gioco e loro hanno fatto lo stesso con
me, quindi è il momento giusto per cambiare marcia.
Se ho giocato in maniera
aggressiva prima del tavolo finale, di solito abbasso il ritmo giocando più
tight-aggressive, con uno stile più chiuso e aggressivo di quanto stessi
facendo poco prima.
Affinché abbia successo
però, è ancora più importante che io presti attenzione alle dimensioni degli
stack dei miei avversari. Dovrò sapere chi sta giocando chiuso per cercare di
scalare qualche posizione, e chi ha poche chip e sta cercando di andare all-in
con due carte qualsiasi. Cercherò di giocare più piatti contro avversari
prudenti che contro quelli che rischiano di più.
Poniamo che la maggioranza
dei giocatori abbia circa 40 o 50 volte il controbuio, ma il giocatore con meno
chip ha solo 15 contribui davanti. Sicuramente non aspetta altro che
raddoppiare la posta, quindi non andrò a rilanciargli contro a meno che non
abbia delle carte che mi consentono di chiamare il suo re-raise all-in. Anche
se fargli raddoppiare la posta non mi danneggerà molto a lungo andare, il fatto
di eliminarlo dal torneo non giustifica il rischio delle chip che potrei
investire meglio contro altri avvesari.
Quando ci sono tanti
giocatori che hanno lo stesso ammontare di chip, giocherò un bel numero di mani
contro di loro quando sono in posizione. Ad esempio, mettiamo che sono chip
leader con circa 100 controbui e un giocatore con uno stack più piccolo, di
circa 40 controbui apre rilanciando 3 volte il controbuio. Io vedrò questo
rilancio dal bottone o da late position (le ultime posizioni a destra del
dealer) con mani come 4-5 suited, 7-9 suited, o J-10 suited se credo di poter
vincere il piatto dopo il flop.
Lo so che spesso il flop
non mi darà niente di più di una coppia – se pure mi darà qualcosa – quando
vedo con queste carte, ma gioco comunque tranquillo queste mani perché so che
il flop non aiuterà neanche il mio avversario, e questo succederà abbastanza
spesso da consentirmi di “rubare” il piatto con una puntata post-flop. Questo è
particolarmente vero contro giocatori che si chiudono completamente se il flop
non li aiuta, perché potrai usare il tuo grande stack per forzarli a rischiare
una buona parte del loro stack se vogliono cercare di vincere il piatto.
Quando decido di giocare
contro chi ha poche chip al tavolo finale, lo faccio quando sono in posizione
ed ho carte che non saranno facilmente dominate. Se non mi devo preoccupare di
persone che entreranno nel piatto dopo di me, gioco dei coin-flip (colpi al 50%
di possibilità di vittoria) contro chi ha poche chip ogni volta che posso,
perché so che vincerò queste mani abbastanza spesso nel lungo periodo da
rendere questa situazione vantaggiosa.
Non effettuo questo tipo di
giocate, però, quando penso che c’è qualcuno dopo di me che potrebbe cercare di
buttarmi fuori dal piatto rilanciando all-in, o quando il raddoppio del
giocatore con poche chip mi può far scendere dalla posizione di chip leader ad
una posizione intermedia. In questi casi, cerco momenti migliori per giocare le
mie chip e lascio che i giocatori in short stack si scontrino tra loro.
Anche se avere un grande
stack è già un’arma di per sé, otterrai risultati migliori se sai come e quando
utilizzare le tue chip per trarne vantaggio. Metti pressione sui giocatori più
prudenti ed evita di confrontarti senza motivo con chi è short stack (con poche
chips), e trasformerai le tue chip in denaro sonante alla fine del torneo.
FONTE: http://www.italiafulltiltpoker.com/it
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