La crescita di un giocatore passa da diverse fasi, lo scopo
finale di ognuno però è quello di trovare la strategia vincente. È obbligatorio
dire che non esiste un perfetto stile di gioco singolo, ma esiste una perfetta
strategia: adattare il proprio stile di gioco ad ogni partita, avversario e
singola mano in modo da ottenere il miglior risultato possibile.
Quindi la differenza tra un giocatore vincente ed un
perdente sta nella ricerca della strategia giusta e nel saperla applicare nelle
diverse occasioni.
Quando un principiante capisce questo, inizia a realizzare
che in questo gioco (o sport) non è importante solo la fortuna ma anche
l’esperienza delle partite giocate contribuisce ad influenzare il gioco in
maniera preponderante.
Quanto valga l’esperienza rispetto alla fortuna non ci
interessa conoscerlo, per il semplice motivo che anche se dovesse incidere
solamente per l’1% del totale potremmo dedurne che un giocatore esperto,
rispetto ad un non esperto, nel LONG RUN sarebbe favorito.
David Slanski nel suo “The Theory of Poker” enuncia il
“Teorema fondamentale del poker” che si basa proprio sul fattore del LONG RUN.
Il teorema dice: “Ogni volta che giochi una mano
diversamente da come l’avresti giocata se tu avessi potuto vedere tutte le
carte dei tuoi avversari, loro guadagnano; ogni volta che giochi una mano nello
stesso modo che avresti fatto se tu avessi potuto vedere le loro carte, loro
perdono”. Viceversa tu guadagni quando loro sbagliano e perdi quando giocano
correttamente.
La strategia vincente quindi esiste, essa è composta da un
insieme di fattori che vanno ad influire sulla singola giocata. Sarà
l’esperienza a dire se una giocata è giusta o meno. Grazie all’esperienza
sapremo se in un caso si devono seguire le POT ODDS oppure giocare sull’avversario, se è il momento di
rubare i BLINDS oppure cercare uno SLOW PLAY.
Insomma si tratta, come al solito, della giocata giusta al
momento giusto. In bocca al lupo!
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